Feretro

Alta l’onda
sotto il fragore del sole
fracassa il fasciame.
Urla il vento selvaggio,
frantuma l’acqua vorace.
L’uomo assetato dal sale
esulta al canto della Sirena,
dolce fragranza
di nostalgico pane.

L’onda lo innalza e lo sostiene,
lo culla violenta e materna.
Lo conduce a lidi dorati
tra la sabbia sferzata dal vento,
per sottrarlo al sollievo
di un porto sicuro.
Carnefice ignara lo inchioda,
coronato di spuma,
agli scogli affilati.

Lontane le rive,
calore liquido si spande
dai lecci in fiamme.
Infrange il cielo sereno
il fulmine,
incendia la terra rovente
ed il mirto maturo.
Scarlatto l’albatro
grida nel vento,
sangue purpureo
scorre sul ventre
e terra rossa nel becco.

Affiora l’uomo,
lo spirito chiama
con voce di Donna.
Teneramente
l’avvolge la tomba d’acqua.
Placida l’onda
culla il corpo spezzato.
L’animo intatto è reso alla terra.
Riposa immutabile
con la barca violata.
Sorride tra le schegge
del suo funerale.

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